produzione di vino


Campania – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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La Campania ha vissuto con il 2017 la seconda vendemmia negativa consecutiva e questo, da un punto di vista dei dati statistici, implica che la produzione non è calata, ma è comunque ben al di sotto delle medie storiche (20%). Per i dati nazionali succede esattamente il contrario: la produzione 2017 è stata del 15% inferiore al 2016 ma in realtà, essendo questo un anno molto ricco, il confronto con la media è neutrale. Secondo ISTAT la struttura ampelografica della regione è in leggero regresso (in provincia di Napoli), mentre da un punto di vista produttivo la regione resta pesantemente legata ai vini da tavola. Nel 2018 la produzione è prevista tornare a 1.55 milioni di ettolitri dai 1.3 milioni del 2017, quindi quasi in media con gli anni passati, ma il gap con il resto del paese resta in piedi: l’Italia è attesa produrre 55.8 milioni di ettolitri di vino e mosti, il 21% in più della media storica. Passiamo ai dati.

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Lombardia – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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Dopo anni di invidiabile stabilità nella produzione, il 2017 è stato un anno difficile anche per la Lombardia, con un calo del 20% della produzione rispetto al 2016 a 1.2 milioni di ettolitri, il 10% sotto la media degli ultimi 10 anni. L’industria vinicola lombarda mantiene però un trend sottostante di sviluppo. La superficie vitata cresce secondo ISTAT di circa 200 ettari nel 2017, soprattutto in provincia di Pavia e di Brescia. Sulla stessa lunghezza d’onda sono i dati Federdoc relativi al 2016, che censiscono la crescita strutturale della Franciacorta e dati quantitativi molto solidi per la zona dell’Oltrepo’ Pavese. Pur avendo dati ancora preliminari, la produzione 2018 dovrebbe ritornare sui livelli storici di 1.4 milioni di ettolitri.

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Nuova Zelanda – produzione e consumo di vino – aggiornamento 2018

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La Nuova Zelanda non smette di sorprendere per la dinamicità dei viticoltori e della locale organizzazione “New Zealand Winegrowers inc” (da cui prendiamo il rapporto). Di fronte a un governo locale che decide di alzare pesantemente il reddito minimo (a 9 euro oggi ma oltre 10 euro nel giro di tre anni) per esempio, questa associazione che raggruppa tutte le 700 wineries del paese cerca nuovi sentieri di sviluppo, si fa domande e indaga per trovare delle nuove opportunità. Se leggete il rapporto 2018 trovate una ampia sezione sul turismo del vino locale, che sta esplodendo in questi anni. Non troverete grafici sul tema, ma sappiate che il 27% dei turisti internazionali accolti dal paese visitano una cantina. Questi turisti spendono il 52% in più della media e stanno sei giorni più a lungo degli altri. Che bel biglietto da visita per andare dalle autorità governative a “spiegare” le esternalità positive del settore e farsi aiutare! Magari fosse possibile anche in Italia. Quando lo faccio notare agli addetti ai lavori mi dicono forse giustamente che l’Italia del vino è uguale 20 Nuove Zelande. Troppo.

Fatta questa premessa e venendo a noi, i dati della Nuova Zelanda sono in sviluppo, anche se la scarsa vendemmia 2017 ha stoppato la crescita delle esportazioni (qui calcolate sui 12 mesi terminati a giugno 2018). Ci sono 20 cantine in più del 2017 e si stima circa 1000 ettari in più, 38mila ormai, e la “specializzazione” per vitigni fa un altro passettino in avanti. La produzione di uva 2018 è tornata sopra la soglia di 4 milioni di tonnellate dopo un brutto 2017, ma come dice il rapporto è inferiori alle previsioni iniziali che erano decisamente migliori. Passiamo a dare un’occhiata ai numeri.

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Emilia Romagna – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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I dati vendemmiali 2017 dell’Emilia Romagna sono stati tra i peggiori a livello italiano. La produzione di vino è crollata a 5.5 milioni di ettolitri, il livello in assoluto più basso dal 2015 a questa parte. Non solo. Il calo è stato quasi completamente lineare, tra DOC, IGT e vini da tavola. Bianchi e rossi sono calati in modo omogeneo rispetto al 2016 e soltanto una media storica molto bassa per i bianchi ha moderato il confronto. Con superfici vitate stabili intorno a 50mila ettari, la resa per ettaro è dunque calata di oltre il 20%, con punte del 30% a Modena e del 35% a Rimini. I dati Federdoc relativi invece al 2016 mettono in luce uno spostamento nella produzione di Lambrusco dal “Grasparossa” al “Salamino”, rintracciabile sia nelle superfici vitate che nei dati di produzione di vino. Nel suo complesso la produzione di Lambrusco 2016 sale da 400mila a 434mila ettolitri, il livello più elevato degli ultimi 5 anni. Da notare la continua crescita della nuova DOC Pignoletto che ha superato i 100mila ettolitri di vino prodotti. Passiamo a qualche dato in particolare.

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Sicilia – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2017

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Proseguiamo il nostro viaggio tra le regioni italiane con la Sicilia. Secondo ISTAT la produzione siciliana di vino è calata dell’11% nel 2017, meno che il 15% dichiarato per l’Italia (ma pesantemente influenzato da un dato dubbio relativo alla Puglia), e soprattutto di più di quanto fu prodotto nel 2014, altro anno particolarmente povero di volumi per il nostro vino. Meglio i rossi de bianchi meglio i DOC che le altre categorie. Con le superfici vitate soltanto in calo marginale (-0.5% secondo ISTAT a 106600 ettari), tutto il calo produttivo viene dunque spiegato dalla minore resa vendemmiale, scesa a 62 quintali di uva per ettaro, contro i 102 medi in Italia. Vi allego anche gli ottimi dati in questo caso di Federdoc sulla produzione dei vini di qualità 2016, dove spiccano i costanti progressi della DOC Etna, la cattiva annata per la DOC Marsala e la quasi stabilità della produzione della DOC Sicilia, che resta con 0.6 milioni di ettolitri la forza determinante del vino siciliano. Non mettetevi a fare i totali perché non tornano: meno di 0.8 milioni di ettolitri per DOC per Federdoc, 1.3 milioni per ISTAT. Buona fortuna Italia.

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